Provaci ancora Homer

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Funeral train

Robert Francis Kennedy fu ucciso il 6 giugno 1968 nelle cucine dell’Hotel Ambassador di Los Angeles dopo un comizio; aveva vinto le primarie in California ed era pronto per la convention finale e per cercare la candidatura alla Presidenza degli Stai Uniti d’America.
Di solito quando si sente il cognome Kennedy si pensa subito a John Fitzgerald, alla sua politica di aperture e a Dallas; pochi pensano a Robert che è stato Ministro della Giustizia durante la presidenza del fratello e stava portando avanto un progetto basato sul cambiamento rispetto alle politiche del seppur democratico Johnson presidente in quegli anni.
La salma fu trasportata a New York presso la cattedrale di San Patrizio dove fu celebrato il funerale.
Dopo la cerimonia un treno speciale trasporto’ la bara da New York a Washington per tumularla al cimitero di Arlington: un viaggio che si trasformo’ in una lunga processione in cui migliaia di persone si affacciano sui binari per l’ultimo saluto a RFK.

Aprile dolce dormire

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Ma c’è qualche pilota che mugugna amaramente contro i leader sindacali, Fabio Berti e Massimo Notaro. “Avevano fatto ad aprile un accordo con Berlusconi - spiega un primo ufficiale e seccatissimo - per far saltare la vendita ad Air France. Lo sanno tutti. E adesso la Cai ci taglia lo stipendio e caccia il triplo dei piloti”. Il succo del messaggio: sarà meglio per Berti e Notaro spuntare in queste frenetiche ore qualche risultato tangibile in extremis. O saranno guai.
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Via Manteblog

Rimbalzo

voti

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Fascisti su Marte

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Calcio: Abbiati shock, “Condivido ideali del fascismo”

25 set - 20:32

MILANO - Confessione shock del portiere del Milan Christian Abbiati in un’intervista pubblicata da Sportweek, in edicola sabato con la Gazzetta dello Sport. “Non mi vergogno a manifestare la mia fede politica - ha spiegato il giocatore rossonero - del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica”. Abbiati pero’ ha anche precisato di rifiutare del fascismo le leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’entrata in guerra. (Agr)

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Candidati di ieri

If I were Obama, I’d put it this way: “Senator McCain, the world you claim to understand is the world of yesterday. A new century demands new thinking. Our country cannot be made fundamentally secure by a man who thought our economy was fundamentally sound.” American exceptionalism, taken to extremes, leaves you without the allies you need (Iraq), without the influence you want (Iran) and without any notion of risk (Wall Street). The only exceptionalism that resonates, as Obama put it to me last year, is one “based on our Constitution, our principles, our values and our ideals.”

Roger Cohen sul New York Times, via paferrobyday

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Allevatori di trote

““Quant’è che avete detto? Tremila? Quattromila euro al mese? Bene: io sono ventisei anni che lavoro in Alitalia. Sono responsabile di bordo, ho la responsabilità su tutto quello che succede dentro la cabina di un aereo, ho un Cud di ventunomila euro l’anno e guadagno mille e settecento euro al mese con un minimo di mille e trecento euro.”

Il Foglio.it

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La banda degli onesti

“E’ quanto si legge in un’inchiesta de La Repubblica, secondo cui Honegger ha ricostruito in un documento di oltre 400 pagine i motivi del tonfo in Borsa delle azioni Saras subito dopo lo sbarco a Piazza Affari ed ha ipotizzato che l’incasso della quotazione sia servito soprattutto a Massimo Moratti per far fronte ai debiti dell’Inter con contestuale danno per il mercato di 770 mln euro. Dall’analisi di Honegger emerge che i risparmiatori non erano stati informati che l’utile 2005, pari a 292,6 mln euro, era “gonfiato” da utili derivanti dalle scorte di magazzino.”

Tutto l’articolo su MilanoFinanza

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Treni(ali)talia

Questa mattina arrivo in stazione: un rapido sguardo al tabellone ed il diretto delle 7.30 porta cinque minuti di ritardo, tutto nella media.
Alle 7.33, regolarmente annunciato dall’altoparlante, arriva il treno, salgo, mi siedo (!!!). Il treno parte, prevista una sola fermata prima di Milano, tempo previsto 25/30 minuti.
Una volta a bordo e con treno in movimento la gentile capotreno ci avvisa che causa casini vari il treno farà tutte le fermate (passino da una a sei); sconcerto a bordo perche’ saltano tutti i tempi previsti.
Oltre al danno delle sei fermate subisco la beffa delle tre soste per dare la precedenza ad altri treni e sono sicuro che abbiamo fatto passare il diretto delle 7.37.
Arrivo a Milano Porta Garibaldi alle 8.24, qualcosa come 49 minuti dopo la partenza da Legnano.
Come già scritto su questo blog sono conscio che essere pendolare ha degli svantaggi, ma bastava annunciare che il 7.30 avrebbe fatto tutte le fermate e uno si regolava di conseguenza.
Sono sempre piu’ convinto che questi annunci vengono volontariamente omessi perche’ metterebbero in ginocchio il sistema di circolazione studiato da Trenitalia per i pendolari, spostando troppa gente verso treni sottodimensionati.
Finchè la gente sopporta tutto va bene, ma non mi stupirei se un domani qualcuno, pur sbagliando, reagisse in maniera piu’ violenta a questo tipo di “sopruso”.

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Per Mauro

Well maybe there’s a God above
But all I’ve ever learned from love
Was how to shoot somebody who’d OUT DREW YA
And it’s not a cry that you hear at night
It’s not somebody who’s seen the light
It’s a cold and it’s a broken Hallelujah

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